Pep Guardiola (Bayern)

Pep Guardiola (Bayern)Neanche Mourinho era riuscito a fargli perdere le staffe così: “Dire che mi auguravo il peggio per una persona che è stata al mio fianco per tanto tempo e mi ha aiutato tantissimo è stata una cosa davvero meschina, di basso livello, che non sarei mai aspettato”. Nella conferenza stampa che ha chiuso il ritiro precampionato del Bayern Monaco a Riva del Garda, Pep Guardiola ha sganciato la bomba. ha tracciato una linea tra sé e il Barcellona (almeno quello della gestione Rosell), che rompe definitivamente il quadretto edulcorato costruito e custodito sino a questo momento di un Guardiola allenatore del Bayern ma ancora blaugrana. Guardiola resterà un mito nella storia del Barca, ma in quella attuale è diventato, a tutti gli effetti, un rivale.
“Hanno utilizzato la malattia di Tito Vilanova per farmi del male ed è qualcosa che non dimenticherò. Hanno detto che non sono andato a trovarlo quando era ricoverato a New York, mentre invece ci siamo visti una volta. Non di più, ma non per colpa mia”. Secondo Guardiola l’attuale dirigenza del Barcellona non si è limitata a cercare di farlo passare per insensibile ha pure tentato di dipingerlo come scorretto, divulgando le confidenze del vicepresidente del Santos Odilio Rodrigues: “Ho saputo che Guardiola ha detto che Vilanova non è in grado di far coesistere Neymar e Messi”. Un pettegolezzo di terza o quarta mano, fatto circolare con la postilla “l’ha detto per spingerlo a firmare col Bayern”. Episodio che Guardiola non esita a bollare come inventato di sana pianta. “E vengano in pubblico a smentirmi se ho detto io qualcosa di non vero”. Joan Laporta, il presidente che aveva scelto Guardiola per sostituire Frank Rijkaard nel 2008, aveva detto in tempi non sospetti che il motivo dell’anno sabbatico del tecnico era conseguenza del malcontento per lo stile della gestione Rosell. Parole che sembravano eccessive e dettate più che altro dai cattivi rapporti tra i due ultimi presidenti del Barca. Lo sfogo di Riva del Garda dà invece ragione a Laporta, che ha fatto sapere che nel 2016 si candiderà nuovamente alla presidenza del club in opposizione a Rosell.
Che quei pettegolezzi fossero un nervo scoperto si è capito subito, perché il tecnico del Bayern ha risposto di getto, senza pensare che quelle parole avrebbero potuto compromettere l’arrivo di Thiago Alcantara, per il quale il Bayern si è impegnato a versare al Barcellona i 18 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria. Thiago, inseguito anche dal Manchester United, è il playmaker richiesto da Guardiola per impostare il gioco del “nuovo” Bayern. Nonostante la presentazione all’Allianz Arena e i primi allenamenti con la divisa biancorossa, finora era difficile scindere Guardiola dal Barcellona, la “sua” squadra. Adesso è più facile. La rivalità sportiva tra Bayern e Barcellona, due delle favorite per la conquista della Champions 2014, si arricchisce di quel fiele necessario per renderla ancora più accattivante. ECL EUROPA

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