A. Mineiro vs Olimpia: Ronaldinho e SalgueiroFinalmente. La Coppa Libertadores 2013 arriva al suo momento decisivo e se pochi a inizio torneo potevano prevedere una finale Olimpia-Atletico Mineiro, ancora meno potevano pensare a un Ronaldinho contro Guardiola al prossimo Mondiale per club. Perché in caso di successo del club brasiliano la FIFA Club World Cup 2013 vedrà in Marocco il duello tra l’asso dell’Atletico e il nuovo tecnico del Bayern campione d’Europa, che nel 2008 si presentò alla guida del Barcellona dando il via libera alle cessioni di Ronaldinho, Deco e Eto’o (che però si oppose e strappò un altro anno in blaugrana).

La prospettiva di questo possibile duello arricchisce di interesse e aspettative la prossima finale di Libertadores solo in Europa, perché paraguaiani e brasiliani non hanno certo bisogno di incentivi ulteriori. Per la gara di andata, in programma mercoledì notte allo stadio Defensores del Chaco di Asuncion, la polizia locale ha annunciato che schiererà ben 2000 uomini. Precauzioni degne di una sommossa. La nutrita presenza delle forze dell’ordine non è l’unica questione che sta animando la vigilia della finale.

La Federazione brasiliana ha inviato una nota di protesta alla Conmebol, contro la decisione di far giocare il match di ritorno nello stadio Minerao (64mila posti, di proprietà dei rivali del Cruzeiro) anziché all’Independencia di Belo Horizonte. La motivazione della scelta imposta dalla Confederazione sudamericana sta nella ridotta capienza dello stadio dell’Atletico (ufficialmente 32.722 posti), inferiore al limite minimo di 40mila fissato dalla Conmebol per ospitare una finale di Libertadores. Ma, obiettano in Brasile, il Defensores del Chaco è addirittura meno capiente dell’Independencia: solo 31.700 posti. La federazione brasiliana ha invitato la Conmebol a ritornare sui suoi passi, “perché concedere all’Olimpia di giocare nel proprio stadio e all’Atletico no dà un vantaggio ingiusto ai paraguaiani”.

Di certo l’Olimpia ha bisogno del fattore campo per rovesciare un pronostico che la vede sfavorita, nonostante un pedigree internazionale nettamente superiore: un’Intercontinentale, un’Interamericana, tre Libertadores nella bacheca paraguaiana. Ma in questa edizione del torneo i pronostici sembrano fatti per essere smentiti. Se le semifinali di andata avevano rispettato le previsioni, quelle di ritorno hanno riservato parecchie sorprese. I tifosi dell’Olimpia non si potevano aspettare di soffrire tanto contro il Santa Fe; tantomeno quelli del Newell’s dopo il 2-0 dell’andata potevano immaginarsi un’eliminazione per mano dell’Atletico. Risultato che ha colto di sorpresa anche i bookmakers che nei pronostici sulla Libertadores avevano chiaramente indirizzato la propria preferenza verso il Newell’s.

L’Atletico Mineiro invece si è preso la finale con le unghie e ora punta decisamente a vincerla. I bianconeri di Cuca sono una squadra che letteralmente gira attorno a Ronaldinho. Sì letteralmente, perché l’ex mezzala del Barcellona continua a far numeri incredibili con la palla ma la sua mobilità è sempre più ridotta. Proprio per compensare questa lacuna il tecnico Cuca gli ha messo attorno una batteria di incursori veloci come Tardelli e, soprattutto, Bernard, con l’ex Manchester City Jo davanti nel ruolo di punta centrale. I tagli e il movimento assicurato attorno al Pallone d’oro 2005, garantiscono al numero dieci parecchie opzioni, condizione ideale per un assistman formidabile come lui. Facile credere che l’ottimo tecnico dell’Olimpia Ever Hugo Almeida farà marcare ad uomo il giocatore più creativo dell’Atletico: la disciplina tattica di centrocampo e difesa è alla base del contropiede micidiale dell’undici di Asuncion, che con Bareiro e Salgueiro (e all’occorrenza l’argentino Juan Carlos Ferreyra) può contare su un attacco capace di sfruttare al meglio le palle gol create.

Per l’Olimpia sarà la settima finale di Libertadores della sua storia: finora tre vittorie e altrettante sconfitte. Prima finale per l’Atletico Mineiro che però nel 1992, proprio contro l’Olimpia, ha ottenuto il primo dei due successi nella Coppa Conmebol (poi trasformata nel 1998 in Coppa Mercosur e, dal 2002, in Coppa Sudamericana), unici successi internazionali del club di Belo Horizonte. ECL AMERICA

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