Rafael Moreno Aranzadi 'Pichichi'
Rafael Moreno Aranzadi 'Pichichi'
Rafael Moreno Aranzadi 'Pichichi'

Senti ‘Pichichi’ e i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Hugo Sanchez, Quini, Cristiano Ronaldo, Ferenc Puskas. Eppure il premio destinato al capocannoniere della Liga spagnola prende il nome da Rafael Moreno Aranzadi, centravanti dell’Athletic Bilbao tra il 1911 e il 1921. Figlio di immigrati ma nato a Bilbao, nipote dello scrittore basco Miguel de Unamuno, Aranzadi già dall’età di dieci anni viene ribattezzato dai suoi amici Pichichi:  piccolo papero. Poco più di un metro e cinquanta di altezza, esordisce a 19 anni con la maglia dell’Athletic e dimostra che nonostante la bassa statura la porta la vede eccome: 77 reti in 89 gare, alla media di 0,87 gol a partita. Segnature che in dieci anni valgono ai Leoni cinque campionati baschi e quattro Coppe del Re. I gol a raffica e il vezzo di giocare con un fazzoletto bianco per copricapo fanno subito di Pichichi un’icona del calcio basco, ritratta (assieme alla futura sposa Avelina Rodríguez Miguel) da Aurelio Arteta nel dipinto ‘Idilio en los Campos de Sport’. Immagine ripresa nel 1998 per celebrare il centenario del club, con Julen Guerrero nei panni di Aranzadi.

Nel maggio 1921, ad appena 29 anni, Pichichi annuncia il ritiro dal calcio giocato, l’ultima rete la mette a segno contro gli inglesi del West Ham. Un addio che sembra prematuro ma il desiderio di Pichichi è diventare arbitro, ruolo che può assicurargli una carriera più lunga nel mondo del calcio. Progetti cancellati bruscamente il 1 marzo 1922 quando muore di tifo.

Quattro anni più tardi lo scultore Quintín de Torre Berástegui realizza il busto voluto dall’Athletic per ricordare il suo centravanti nello stadio San Mames. Era stato proprio Pichichi, il 21 agosto 1913, a segnare il primo gol nel nuovo stadio, la Cattedrale. I record di sengature e la fine prematura trasformano Aranzadi da mito basco a leggenda del calcio iberico. Quando nel 1952-53 la rivista Marca istituisce il premio al miglior goleador della Liga, che poi verrà attribuito retroattivamente a tutti i capocannonieri precedenti, sembra naturale intitolarlo a un giocatore scomparso 40 anni prima ma ancora ricordato come “El rey del shoot”, il re del tiro. La prima edizione del premio “Pichichi”, così come lo conosciamo oggi, va a Telmo Zarra: 24 reti in 29 partite. Con l’Athletic Bilbao. ECL EUROPA

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