L’ex portiere di Fiorentina, Napoli e Catanzaro è morto a 56 anni, gli stessi di Saltutti, tre in meno di Ferrante. Altri ex viola scomparsi prematuramente. 

Massimo Mattolini, ai tempi della FiorentinaMattolini, che lascia moglie e due figli, da quasi vent’anni soffriva di una grave insufficienza renale che lo aveva costretto alla dialisi e a un trapianto di reni. Impossibile non collegare il suo decesso a quello di altri quattro calciatori che hanno militato nei primi anni Settanta nella Fiorentina. Bruno Beatrice, centrocampista, morto di leucemia il 16 dicembre 1987 ad appena 39 anni. Poi Nello Saltutti, attaccante, morto d’infarto il 28 settembre 2003, a 56 anni. Il terzo: Ugo Ferrante, difensore, ucciso da un tumore alle tonsille il 29 novembre 2004, a 59 anni. Il quarto, Giuseppe Longoni, difensore, morto il 22 marzo 2006 a 64 anni, dopo aver trascorso l’ultimo perido della sua vita sulla sedia a rotelle a causa di vasculopatia cardiaca. Tutti giocatori che hanno indossato la casacca viola nella prima metà degli anni Settanta. Così come i “sopravvissuti” Giancarlo De Sisti (a una forma rara di ascesso al cervello), Mimmo Caso (guarito da un tumore al fegato), Giancarlo Antognoni (problemi al cuore).
Troppi per essere rubricati come coincidenze, anche se finora non si è riusciti a provare il legame tra i decessi e le cure ricevute durante l’attività agonistica. Nel 2005 la Procura di Firenze aveva aperto un’indagine su richiesta della vedova di Bruno Beatrice, per verificare il nesso di causalità tra la morte dell’ex centrocampista viola e l’assunzione dei mediciali prescritti dalla società. Una denuncia che ha aperto la strada a un’indagine più ampia che ha riguardato anche le morti di altri calciatori. Nel caso di Beatrice sono emerse responsabilità molto gravi a carico dell’allora allenatore viola Carletto Mazzone. Un’ombra sinistra sul vecchio saggio del calcio italiano, stimato e apprezzato da tutti innanzitutto per la sua umanità. I risultati delle indagini sorprendono e sconvolgono per la superficialità e l’insensibilità di Mazzone: secondo le ricostruzioni dei Nas, avrebbe escluso il medico sociale per gestire in prima persona il recupero dei giocatori infortunati, in particolare obbligando Beatrice a curare la pubalgia con una terapia a base di radiazioni Roentgen, per accorciare così i tempi rispetto a quelli previsti dalla cura prescritta dal medico della società Lamberto Perugia. Scoperte che però non sono destinate a lasciare il segno, almeno dal punto di vista processuale, perché nel gennaio di quest’anno la stessa procura fiorentina ha chiesto l’archiviazione del caso per prescrizione.
Un film già visto per le morti legate all’amianto o all’uranio impoverito, dove è un intero mondo ad essere messo sotto accusa ed è quello stesso mondo ad erigere un muro di gomma a difesa di pratiche inconfessabili. Nonostante ancora oggi molti ex calciatori si mostrino reticenti ad ammettere il legame tra le malattie che li colpiscono e le terapie cui erano sottoposti durante la carriera agonistica, quasi temessero di venir meno a un patto di fedeltà, alcuni parlano. Uno di questi era stato proprio Mattolini che non aveva nascosto i propri problemi di salute, spiegandoli con le quantità enormi di Micoren (sostanza dopante cardiotonica) e Cortex (utilizzato per reggere meglio la fatica e sopportare carichi di lavoro e pesi superiori alla norma), che era stato costretto ad assumere assieme agli altri giocatori viola.
Nella Fiorentina Mattolini aveva disputato appena tre stagioni ma è quella la squadra che gli ha segnato l’intera carriera e, molto probabilmente, la vita. Nel vivaio viola il giovane portiere di San Giuliano Terme veniva visto come l’erede designato di Franco Superchi, diventato titolare dopo il passaggio al Cagliari di Ricky Albertosi, che a sua volta era subentrato a Giuliano Sarti passato all’Inter di Helenio Herrera. Una sequenza di grandi portieri nella quale Mattolini sembrava destinato a inserirsi stabilmente. In realtà lo spazio in viola per lui è ridotto ad appena un triennio, nel quale assomma complessivamente 38 presenze, tra le quali la gara di ritorno della finale di Coppa di Lega Anglo-italiana contro il West Ham di Trevor Brooking e Frank Lampard senior, vinta all’Upton Park di Londra il 10 dicembre 1975 grazie a un gol di Walter Speggiorin e alle sue parate. Buone prestazioni che non gli valgono la conferma a Firenze, dove nelle giovanili si sta mettendo in luce un altro numero uno destinato a scrivere la storia della Fiorentina: Giovanni Galli.
Nel 1977 Mattolini passa al Napoli guidato da Gianni Di Marzio: qui gioca 29 gare su 30, e si rivela uno degli artefici del sesto posto in campionato dei biancoazzurri, che raggiungono anche la finale di Coppa Italia, dove vengono sconfitti 2-1 all’Olimpico di Roma dall’Inter. Nonostante l’annata più che positiva il presidente Ferlaino decide di sostituire il suo numero uno con Luciano Castellini, considerato al tempo il miglior portiere italiano assieme ai mostri sacri Zoff e Albertosi. Per il campionato 78-79 si fa avanti il Catanzaro, neopromosso in A grazie ai gol di Massimo Palanca. Mattolini accetta l’offerta e lega il suo nome a quello della migliore annata della storia della società giallorossa, conclusa al nono posto in campionato e in semifinale di Coppa Italia contro la Juventus. Alcune papere costano il posto in squadra a Mattolini a vantaggio del giovane emergente Alessandro Zaninelli, altro talento che in carriera otterrà meno di quel che si poteva prevedere. Nel 1982 Mattolini passa al Foggia in serie B. Poche partite (18), nessuna soddisfazione: i rossoneri chiudono al penultimo posto e retrocedono in C. Epilogo ripetuto nell’ultimo capitolo agonistico, quello 86-87, disputato in serie B nelle file del Catania: appena sei presenze in campo, penultimo posto finale e retrocessione. Poi il ritiro e la malattia. ECL

Massimo Mattolini

Nato il 29 maggio 1953 a San Giuliano Terme
Morto il 12 ottobre 2009 a Pontassieve
 
Ruolo: Portiere

Squadre
1973  Fiorentina
1973-1974 Perugia
1974-1977  Fiorentina
1977-1978  Napoli
1978-1981  Catanzaro
1982-1983  Foggia
1986-1987  Catania

Titoli
1974-75 Coppa Italia
1975 Coppa Anglo-Italiana 

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