Thomas Muller: doppietta nel 4-0 del Bayern al Barcellona

Thomas Muller: doppietta nel 4-0 del Bayern al BarcellonaDimessi e annientati. Il Barcellona dei fuoriclasse Messi, Xavi e Iniesta viene demolito dal Bayern Monaco con un punteggio e una prestazione che non lasciano dubbi né speranze ai catalani. “Possiamo solo fargli i complimenti” è stato il commento nel dopogara del capitano blaugrana Xavi Hernandez.
Proprio vero. Il Bayern merita i complimenti per come in 90 minuti ha progressivamente ridimensionato il Barcellona. Lo ha fatto illudere, per poi sorprenderlo, punirlo, sfinirlo, umiliarlo. Una lezione durissima per una squadra che all’Allianz Arena giocava la sesta semifinale di Champions consecutiva (record). Più che una partita un’esecuzione che entra di diritto nella storia di questo torneo.
CICLO. Nelle coppe europee il Barcellona aveva perso solo altre tre gare con questo scarto. La prima in Coppa Uefa al Camp Nou contro il Colonia nel 1980; poi due  in Champions: contro il Milan nella finale di Atene del 1994 e, ancora una volta in casa, nella fase a gironi contro la Dinamo Kiev nel 1997 ( tripletta di Shevchenko). Il 4-0 dei bavaresi ai blaugrana può essere accostato al poker che l’Ajax di Cruyff rifilò proprio ai bavaresi nell’andata dei quarti di Coppa Campioni 1972-73 o al 5-0 del Milan di Sacchi al Real Madrid nel ritorno delle semifinali dell’edizione 1972-73. Partite che annunciano l’inizio di un ciclo.
Il Bayern già lo scorso anno meritava il titolo di campione d’Europa, perso ai rigori col Chelsea al termine di una finale dominata ma incredibilmente non vinta. Quest’anno la squadra di Heynckes ha saputo elevare ulteriormente il proprio livello di gioco, consolidando il centrocampo con l’innesto di Javi Martinez e aggiungendo un difensore come Dante capace di far partire l’azione dalla retroguardia con più rapidità e precisione rispetto agli altri difensori centrali in rosa. Jupp Heynckes, che a fine stagione lascerà la panchina a Pep Guardiola, è il vero artefice della trasformazione in un’armata pressoché imbattibile della squadra incostante disegnata nel biennio precedente da Van Gaal, capace di vincere e perdere contro chiunque.
CAPOLAVORO HEYNCKES. Arrivato nell’estate 2011, Heynckes dichiara che il primo obiettivo è consolidare la difesa. Detto fatto: il record di imbattibilità stabilito da Neuer lo scorso anno a inizio stagione dà la misura delle capacità dell’ex centravanti del Borussia Moenchengladbach e ex tecnico del Real Madrid di individuare i problemi e risolverli. Sulle basi garantite da una difesa più ordinata e meglio protetta costruisce una manovra di centrocampo e attacco devastante. Il tecnico tedesco conferma il 4-2-3-1 di Van Gaal, ma ne dà un’interpretazione molto diversa, chiedendo altri movimenti ai suoi giocatori. A partire dal centravanti (prima Gomez e poi Mandzukic) che deve avviare il pressing sui difensori avversari e alternarsi in questo compito con uno dei due centrocampisti centrali (solitamente Schweinsteiger), con le ali Ribery e Robben che vanno a coprire i possibili passaggi laterali. La pressione esercitata sulle retroguardie è enorme e invita gli avversari a imbottigliarsi verso il corridoio centrale dove finiscono letteralmente sgretolati. Solo una squadra come il Barcellona poteva reggere per un tempo il pressing esercitato dai bavaresi.
TITANI CONTRO. Esemplare della forza delle due squadre un’azione al 13′: sulla trequarti tedesca Dani Alves salta Ribery, il francese recupera e sottrae il pallone al brasiliano per ripartire sùbito in contropiede, ma dopo due metri il terzino destro del Barcellona interviene con un tackle e mette la palla in fallo laterale. Un’azione che fotografa le prime battute di una gara che mette di fronte due titani del calcio mondiale, le dominatrici della Bundesliga e della Liga spagnola. Il pressing del Bayern è scientifico e non prevede raddoppi, per evitare di concedere spazi o superiorità numerica al Barcellona che invece, con le proprie triangolazioni, cerca di crearle. Nell’intera gara i blaugrana riusciranno solo due volte a liberare un uomo per una conclusione facile: una volta tocca a Iniesta (il guardalinee segnala un fuorigioco che non c’è) e l’altra a Bartra (spara altissimo da pochi passi). Due volte in novanta minuti. Heynckes nel post-gara spiegherà che bastava studiare i movimenti del Barcellona per sapere quali spazi non concedere: “Un allenatore deve analizzare come giocano gli avversari, dove si inseriscono, come attaccano e allora decidi cosa fare per fermarli. Io ho fatto semplicemente questo. Noi siamo stati bravi ma non avevo dubbi: il livello della Bundesliga è molto elevato e so che possiamo reggere questi ritmi contro chiunque”.
SEMPRE TIKI TAKA. Il Barcellona però non parte male, non è molle e statico come quello visto a Milano nell’andata degli ottavi contro il Milan. Nonostante il campo pesante (annaffiato due volte un’ora prima della partita) Xavi si muove parecchio e cerca di far girare palla. Il problema è che anche un Barca più mobile fatica a trovare spazi e a guadagnare metri davanti al muro tedesco. Anche il Bayern però fa fatica. La Juventus si era liquefatta dopo dieci minuti, il Barcellona non solo regge il pressing ma prova a fare la partita. Gara molto equilibrata, concentrazione altissima. L’impressione è che basta un episodio per indirizzarla in un senso o nell’altro. La svolta arriva al 24′: sugli sviluppi di un corner la difesa catalana concede una serie di rimpalli che mettono Alaba in condizione di colpire di testa indisturbato a pochi metri dalla linea di porta: l’incornata del difensore del Bayern si trasforma in un perfetto assist (volontario?) per Muller che arriva dalla destra per battere Valdes da due passi.
ALL’ANGOLO. A inizio ripresa un’altra indecisione della difesa ospite su calcio d’angolo regala il raddoppio al Bayern: Muller fa la torre per Gomez che, sul filo del fuorigioco (oltre), si ritrova tutto solo a un metro dalla porta blaugrana e gli basta appoggiare di piatto per siglare il 2-0. E’ il colpo del ko definitivo per il Barcellona. Il passaggio del testimone avviene proprio in questo momento.
Come già capitato tante altre volte in stagione, contro rivali meno forti, il Bayern, dopo aver lavorato ai fianchi centrocampo e retroguardie avversarie, dilaga con i Robben e i Ribery bravissimi a destreggiarsi tra le macerie dei rivali. Al 55′ il francese si libera di Dani Alves ma manda a lato il possibile 3-0. Non sbaglia invece Robben al 73′ quando, con l’aiuto di un blocco irregolare di Muller, si beve Jordi Alba e batte Valdes. Due minuti più tardi Bartra si divora il possibile 3-1 spagnolo. Ma il Barca non c’è più. All’80’ Valdes nega il quarto gol a Muller, che però due minuti più tardi finalizza in rete un’azione Ribery-Alaba. All’Allianza Arena sono abituati a vittorie e goleade ma questa è una vittoria unica e l’entusiasmo sugli spalti è da occasione davvero speciale.
WEMBLEY. Il poker rifilato al Barcellona conferma quel che si vedeva già da alcuni mesi: il Bayern è la squadra più forte del mondo. Una bella eredità per Guardiola, al quale Heynckes nei giorni scorsi non ha riservato miele né zucchero: “Non devo chiedergli nessun consiglio sul Barcellona. Per tre motivi: perché conosco benissimo questa squadra; perché non voglio metterlo in imbarazzo; perché se proprio devo chiedere qualcosa sul Barcellona allora la chiederei a Johan Cruyff che ne ha impostato il gioco”. Il ritorno al Camp Nou è un rito inutile: il Bayern è già a Wembley, aspetta di sapere chi affrontare tra Borussia Dortmund e Real Madrid. Nonostante in Bundesliga ben venti punti separino le due squadre, è proprio il Borussia (nel quale milita Mario Goetze, primo acquisto dell’era Guardiola) la squadra che i bavaresi devono temere di più. ECL EUROPA

UEFA Champions League 2012-13 – Andata semifinale / Monaco di Baviera, Allianz Arena

BAYERN MONACO-BARCELLONA 4-0 (1-0)

Bayern Monaco: Neuer, Lahm, Boateng, Dante, Alaba; Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller (Pizarro 83′), Ribery (Shaqiri 89′); Gomez (Luiz Gustavo 71′). Allenatore: Heynckes
Barcellona: Valdes, Alves, Bartra, Pique, Alba; Busquets, Xavi, Iniesta; Pedro, Messi, Sanchez (Villa  83′). Allenatore: Vilanova

Arbitro: Kassai (Ungheria)
Reti: Muller 25′,82′; Gomez 49′, Robben 73′
Ammoniti: Martinez, Gomez, Schweinsteiger; Bartra, Alba, Iniesta, Sanchez.

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