Milan-Arsenal 4-0
Milan-Arsenal 4-0
Ibrahimovic e Van Persie: le due facce della partita

Due gol per tempo e il Milan spazza via quel resta dell’Arsenal dalla Champions League 2011-12. “E’ stato uno shock vedere come ci abbiano dominati in ogni zona del campo, non abbiamo mai giocato così male in Europa. E’ stata di gran lunga la nostra peggior partita” è stato il commento del manager dei londinesi Arsene Wenger. L’inconsistenza dei gunners è l’unica ombra nel largo successo rossonero. Perché per ogni gol milanista è possibile trovare conferma dell’abilità tecnica dei giocatori di casa e della pochezza della retroguardia ospite, che con l’assenza di Mertesacker è tornata ad essere il colabrodo di inizio stagione, capace di prendere otto gol dal Manchester United. E come allora, deficienze tecniche e tattiche a parte, l’elemento decisivo è stato l’atteggiamento mentale di una squadra prima impaurita (perché rinunciare al solito 4-2-3-1 per un timidissimo 4-4-2?), poi sfiduciata, infine rassegnata. Merito del Milan, trascinato da un grande Ibrahimovic, aver sfruttato in pieno la giornata no degli avversari chiudendo il discorso qualificazione già a San Siro. E bravo Abbiati a custodire il largo vantaggio respingendo le due occasioni da rete avute da Van Persie. Se le marcature sono state aperte dal “solito” gran gol di coppa di Kevin Boateng, l’uomo chiave è stato Zlatan Ibrahimovic, forse ispirato dai complimenti prepartita di Wenger: “Non capisco come si possa discutere un giocatore come lui. E’ un vincente e lo è in ogni squadra in cui va”. Implacabile e totalmente a suo agio nel punire la mollezza dell’Arsenal, lo svedese ha avuto buon gioco nel portare a spasso Sagna e Koscielny (finché è stato in campo) e sfornare assist a ripetizione di cui ha beneficiato soprattutto Robinho, autore di una doppietta. E proprio l’azione del gol del 3-0 è la fotografia di meriti e demeriti delle due squadre: Ibra, dal vertrice sinistro dell’area, mette in mezzo per Robinho, sbagliando la misura del passaggio di almeno un metro, il brasiliano ha il tempo di voltarsi, arpionare il pallone troppo arretrato, rigirarsi e piazzare nell’angolo basso alla destra di Szczesny. Neanche in allenamento si possono trovare difese così. Concetto ribadito in occasione del rigore trasformato da Ibrahimovic a 11 minuti dal termine, per fallo di Djourou.
Milan-Arsenal doveva essere anche l’ultima partita di Thierry Henry con la maglia dei gunners prima del ritorno in America. La prestazione della squadra e l’impalpabile cameo finale del francese hanno ridotto l’evento di copertina a mero piè di pagina. Mestissimo epilogo per Henry, che rischia di preludere a un altro addio ben più importante. Da 16 anni alla guida dell’Arsenal, Arsene Wenger non solleva un trofeo da sei stagioni. Ma in questo periodo era riuscito sempre a mettere in campo una squadra in grado di competere su tutti i fronti: non è più così, a febbraio i gunners sono già fuori da tutto, rimane solo la FA Cup. Decisamente poco a questo punto della stagione. E se il Milan potrà utilizzare questo 4-0 per concentrarsi sul campionato, l’Arsenal farà bene a difendere il quarto posto in classifica e a pensare a come rinforzare questa squadra: le colpe di Wenger restano ancora inferiori ai limiti dei giocatori a diposizione. ECL EUROPA

Uefa Champions League 2011-12 – Andata ottavi di finale / Milano,  San Siro

MILAN-ARSENAL 4-0 (2-0)

Milan: Abbiati; Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini; Nocerino, Van Bommel, Seedorf (12′ Emanuelson); Boateng (70′ Ambrosini); Ibrahimovic, Robinho (84′ Pato). Allenatore: Allegri
Arsenal: Szczesny; Sagna, Koscielny (44′ Djourou), Vermaelen, Gibbs (66′ Oxlade-Chamberlain); Song, Arteta, Ramsey, Rosicky; Walcott (46′ Henry), Van Persie. Allenatore: Wenger

Arbitro: Kassai (Ungheria)
Ammoniti Antonini, Mexes, Ambrosini; Song, Djourou

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