Come distruggere una reputazione e cancellare un buon ricordo. Alcuni giocatori spendono gli ultimi anni di carriera a far questo.

Romario con la maglia del BarcellonaAdesso è ufficiale: il 19 settembre Romario de Souza Faria ritornerà in campo con la maglia dell’America de Natal nello stadio Giulite Coutinho per una partita del campionato di serie B brasiliana contro il Duque de Caxias. Attualmente l’America, che il prossimo 18 settembre festeggia il 105° anniversario della fondazione del club, occupa il 13° posto con otto lunghezze di vantaggio sull’ultima (l’Abc) e 16 in meno rispetto al Vasco de Gama capolista.
La forma fisica di Romario, 43 anni, è un’incognita ma non sembra preoccupare più di tanto società e tifosi che ricordano come lui i gol li abbia sempre segnati anche “da fermo”. Il che è vero solo in parte: lo scatto col quale il centravanti brasiliano rubava il metro decisivo ai difensori avversari è sempre stato una sua prerogativa e quello ormai è andato. Come hanno dimostrato i recenti e ripetuti ritorni al calcio di Romario, sopravvivono in lui una tecnica formidabile e un grande opportunismo. Ma vederlo trascinarsi in campo ora lascia quella triste sensazione che accomuna i pugili che non sanno dire basta. Quel che aveva fatto vedere con le maglie del Brasile, Psv, Barcellona e Flamengo era arte pura. Il pallone trattato come meglio non si potrebbe. Fuoriclasse così rappresentano la magia del calcio.
Romario è stato uno dei più grandi giocatori della sua epoca. Questa è passata ma lui, spinto anche dai debiti e da una vita sentimentale sregolata, non sembra volerlo capire né accettare. L’autodistruzione del mito si arricchisce di un nuovo capitolo. ECL

Una selezione dei gol più belli realizzati da Romario in Europa

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