Ljajic-Rossi
Ljajic-Rossi
Ljajic provoca, Rossi aggredisce

Fiorentina-Novara, 36a giornata del campionato di serie A 2011-12. Partita apparentemente facile per i padroni di casa, chiamati a conquistare la salvezza contro avversari già matematicamente retrocessi. Dopo mezz’ora i viola perdono 2-0. Anziché aspettare la fine del primo tempo Delio Rossi prova a scuotere i suoi e sostituisce l’invisibile Ljajic con Olivera. Dopo una irritante mezzora di nulla, che ha replicato un biennio fiorentino da promessa quasi mai mantenuta, il 21enne serbo al momento della sostituzione applaude il tecnico per il cambio: Rossi, già sulla graticola di suo, anziché fingere di non vedere né sentire come fanno abitualmente i colleghi (e lui stesso in oltre 20 anni di carriera), salta addosso al pivellino, viziatello, presuntuoso, irriguardoso. Partono schiaffi e pugni. Una rapida lezione su rispetto e professionalità, dimenticandosi a sua volta rispetto e professionalità. Ne vien fuori una brutta figura colossale che a Rossi costa il posto e soprattutto la reputazione, di tecnico moderno, capace, equilibrato. E questa macchia gli peserà più dell’esonero immediato deciso dalla dirigenza viola.
Il 15 febbraio 2003, pochi minuti dopo aver perso 2-0 con l’Arsenal in FA Cup, David Beckham uscì dallo spogliatoio del Manchester United col sopracciglio sinistro rotto: centrato in pieno da uno scarpino scalciato da Alex Ferguson, irritato da tempo da prestazioni e atteggiamento del golden boy del calcio inglese. Non c’era nessuna telecamera e tutti i protagonisti ebbero gioco facile nel ridimensionare lo scatto di nervi: “Cose che succedono”, “Tutto dimenticato”, “Nessun problema tra noi”. A fine stagione Beckham sarebbe passato al Real Madrid. Quando ci sono immagini di mezzo cambia tutto. Impediscono di dimenticare, smussare, prendere tempo, ridimensionare. Soprattutto danno linfa ai pontificatori professionali alla Mario Sconcerti, abituati a non prendersi troppo sul serio, a trattare il calcio con leggerezza: “Delio Rossi va licenziato in tronco. E’ un episodio di una gravità inaudita. Se in un posto di lavoro attacco un collega vengo licenziato. C’è giusta causa”. Un pompiere, quel che mancava al calcio italiano.

Gianni Serra
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