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Atalanta, crollo (semi)finale

L’Atalanta vede sfumare le semifinali di Champions nei minuti di recupero. Sembrava la riedizione della finale di Champions perduta dal Bayern contro lo United nel 1999, quando gli inglesi ribaltano una sconfitta già scritta con due gol dopo il novantesimo. Stavolta non c’è di mezzo il Manchester United ma il Paris Saint Germain e le firme non sono quelle di Sheringham e Solskjaer ma di Marquinhos e Choupo-Moting, nomi che non verranno dimenticati dai tifosi nerazzurri: hanno messo fine al sogno nerazzurro di poter conquistare la Champions più strana e lunga della storia.
La sfida giocata allo stadio Da Luz di Lisbona, che vuoto sembra ancora più grande, parte come la sagra delle occasioni mancate: Gomez, Neymar e ancora Neymar. Palle gol sprecate in maniera incredibile. Due squadre note per il potenziale offensivo ma senza nessuna voglia di segnare, Così sembrava. Poi arriva il gol di Pasalic al 27′, bravissimo a superare Navas con un grande interno sinistro di prima intenzione dal limite dell’area. E lì cambia tutto: il Psg va in affanno e l’Atalanta si toglie di dosso emozione e paura.
L’1-0 nerazzurro arriva infatti nel momento in cui il Psg stava prendendo il controllo della gara, grazie un imprendibile Neymar, ispirato in campo aperto e nel traffico ma stranamente impreciso, quasi molle, sotto porta. Il brasiliano, schierato da falso nove al centro dell’attacco parigino, fa il bello e il cattivo tempo. Ma la libertà di O’Ney penalizza i compagni Icardi e Sanabria, confinati rispettivamente a destra e sinistra, col compito di allargare le maglie della difesa italiana e aprire l’autostrada centrale per le scorribande dell’ex attaccante di Barcellona e Santos. Tattica riuscita a metà: l’asso brasiliano ne approfitta, i due compagni invece sono emarginati e tagliati fuori da quasi tutte le linee di passaggio. Situazione ben gestita dal trio di difesa e dagli esterni nerazzurri di centrocampo.
Nella ripresa Tuchel aumenta il peso offensivo dei transalpini mandando in campo Mbappe e Draxler ma la squadra di Gasperini conferma di saper difendere con ordine e aggressività. Nell’Atalanta, all’interno di una prestazione collettiva da incorniciare, vanno segnalate le prove di Freuler (che ha chiuso zoppicando), De Roon e soprattutto un monumentale Hateboer. Ma anche loro vengono sorpresi al 90′ dal cross della disperazione del Psg, che raggiunge Neymar che centra un pallone che Marquinhos mette dentro in mischia. Mazzata tremenda. Ma non è tutto: al 93′ sempre in mischia, al termine di una triangolazione da flipper, Choupo-Moting firma il 2-1 e la condanna finale per l’Atalanta. Che deve sopportare anche l’illusione del 96′, quando Muriel in contropiede manca l’occasione di riequilibrare la gara: il controllo sbagliato del colombiano è la chiusura beffarda di campagna europea che non poteva finire in modo più amaro per gli atalantini. Fuori a testa alta ma fuori. LECHAMPIONS EUROPA